La fine di qualcosa

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In questi giorni sto completando il trasferimento dall’organico della Scuola CAI Franco Gessi di Bassano a La Fenice di Ancona e Jesi.
A causa del definitivo ritorno della famiglia a Recanati, dopo 8 anni vissuti nel bassanese, ormai non era più possibile rimanere in organico nella Gessi, anche se spero di mantenere un legame di amicizia e collaborazione.
In questi casi è naturale tirare le somme e fare un bilancio di un’esperienza importante come questa e mi sembra di avere percorso un cammino lungo e importante, e in alcuni casi impegnativo.

In questo cammino ci sono stati momenti entusiasmanti, come quel soggiorno in Valle dell’Orco e quel Diedro Nanchez, tanto desiderato e fatto con Fabio e Andrea, come le cene insieme, i corsi, i pomeriggi d’estate a Camposolagna, la Detassis alla Brenta Alta con Andrea, Sandro e Davide. E poi naturalmente ci sono stati anche momenti difficili con alcuni screzi e incomprensioni che però sono contento di aver superato.
Ora penso che il bilancio totale sia davvero positivo, e c’è stato un momento, quando abbiamo fatto l’elezione del nuovo direttore che ho sentito un moto di commozione perché mi rendevo conto che partecipare a un avvenimento così importante di una scuola in cui ero entrato venendo da lontano e in cui ero stato accolto, era una cosa bellissima e rappresentava bene l’importanza di una associazione come il CAI che fra le tante cose che fa unisce persone diverse e che vengono da luoghi lontani, ma che condividono una stessa passione e gli stessi intenti.

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Un giorno perfetto

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Vai in montagna e arrampichi da anni, e ogni anno diventa più difficile.
Ogni anno la fatica aumenta, ed è sempre più complicato incastrare una passione così grande negli spazi ristretti che la vita quotidiana concede. Devi sempre di più sforzarti per ricavare un po’ di tempo per allenarti, tu diventi più vecchio e la forma è sempre più difficile da raggiungere.
Ogni stagione è sempre arduo trovare i compagni, coordinare gli impegni di tutti, condividere gli obiettivi, aspettare il tempo buono e tenersi pronti per quando il momento arriverà.
E le preoccupazioni che qualcosa vada storto aumentano sempre, l’ansia prima di partire è sempre maggiore, le notti insonni prima di attaccare sempre più pesanti.
E tante volte ti chiedi se poi ne vale la pena, se vale la pena angosciarsi, preoccuparsi, faticare, impegnare tempo e pensieri in questa che dovrebbe essere un’attività ricreativa: mica è un lavoro, in fondo potresti sempre decidere di smettere, e poi….
E poi capitano giorni come questo.