Un omaggio ai forum di discussione di montagna

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Ora le cose sono un po cambiate, ma per molti anni, almeno dieci, i forum di Planetmountain e poi Fuorivia, per me sono stati un appuntamento quotidiano e con alcune persone che frequentavo lì avevo un rapporto più profondo di molte che vedevo tutti i giorni, e questo anche se molti non li ho mai incontrati di persona. Ultimamente invece frequento meno i forum, o meglio lo faccio a ondate, non so perché….probabilmente perché ora si è più distratti da altri siti in cui fare veloci visite e quindi capita meno frequentemente di rimanere coinvolti in discussioni interessanti (che di solito trovo sempre quando entro nel forum).
Però sono e resto convinto che la struttura del forum sia ancora insuperata per discutere di argomenti interessanti e per poterli approfondire.

Una delle persone più interessanti con cui mi sono confrontato in quegli anni è stato Enzolino, e cioè Lorenzo Castaldi con cui per anni ci siamo incontrati nei forum. Posso quasi dire che per me Enzolino non faceva parte del forum lui era il forum: sapeva modulare il tono degli interventi, non se la prendeva, era arguto, vedeva le cose sempre da punti di vista originali, era informatissimo. E in più sapeva scherzare e trovare il giusto limite dello svaccamento, anche se a volte sembrava indisponente per come insisteva con nuove argomentazioni a qualsiasi replica anche incazzata da parte degli altri.
Quando vedevo un suo topic o un suo post andavo sempre a leggerlo sapendo che c’erano sempre cose interessanti da leggere.

A Marzo del 2012 Enzolino è morto sulla Nord dell’Ortles e la sua mancanza (di una persona che non avevo mai incontrato…) mi ha talmente scosso che avevo pensato a fargli un omaggio selezionando e sintetizzando (togliendo cioè svacchi e off topic) le discussioni migliori a cui aveva partecipato. Una volta fatto questo documento, volevo renderlo scaricabile su Planet Mountain, ma anche se mi ero sentito con uno degli amministratori, l’idea si è un po arenata, probabilmente perché il documento era molto corposo, ma avrebbe dovuto essere impaginato in maniera più professionale.

L’idea però di riuscire a condividerlo non mi ha mai abbandonato, e così qualche giorno fa, mentre usavo Dropbox, mi è venuto in mente di utilizzare quel sito e questo blog per rendere disponibile questa raccolta a chi volesse scaricarla.

La trovate perciò quì

https://www.dropbox.com/s/3a94cqf2k723q2k/Raccolta%20di%20topic%20di%20discussione%20sui%20forum.pdf?dl=0

Montagne e ricordi

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Le pareti della Graue Wand e del Winterstock ci salutano così e noi torniamo a casa con un’altra grande classica da ricordare.
E’ il momento più bello della giornata, più delle lunghezze di arrampicata, più delle fessure e delle lame di granito ruvido e colorato dai licheni, più dell’arrivo in cresta da cui si vedevano i panorami prima nascosti.
Perchè, come diceva Roberto Iannilli, “E’ per il ricordo che si scalano le montagne”

Assonanze

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Ho letto questo bel post su un blog che seguo e che ho trovato molto affine a quello che avevo scritto qualche anno fa e che ho riportato qui.
Trovo questa conclusione davvero reale e mi ci ritrovo molto.

Cresci in fretta, bimba mia, ma non troppo in fretta. Dammi il tempo di godere del tempo, di fermarlo. Di sentirne il sapore agrodolce, e di capire che essere madre, in fondo, è una collezione senza fine di prime volte. Che spesso sono contemporaneamente le ultime, ancora più spesso sono uniche, in ogni caso indimenticabili.

Bambini entusiasmo infinito

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Ritorno sull’argomento bambini, perchè c’è un’altra sensazione, oltre alla nostalgia, che è più simile a una dipendenza da emozioni che si hanno solo con i bimbi piccoli.

Negli anni infatti ho anche capito che mi piace, e non vorrei mai lasciare, il mondo fatto di stupore e meraviglia per le cose più normali e il gusto del divertimento con le cose più semplici che i bambini piccoli si portano dietro e che fa diventare meravigliosa qualsiasi attività che si fa insieme e che senza di loro sarebbe banale.

Vedere un cagnolino, un cavallo, anche una semplice montagna senza nessuna pretesa di grande cima, diventa un evento meraviglioso ed entusiasmante e questo da una bellissima sensazione perchè si riesce sempre a scatenare felicità e sorrisi con le cose più semplici.
E’ un po’ come la bella sensazione che si prova con il proprio cane quando basta che mettergli il guinzaglio per portarlo fuori per vedere la più grande manifestazione di gioia che un essere vivente può mostrare: riuscire a scatenare felicità con così poco mette addosso una grandissima serenità e avviene lo stesso, anzi in misura maggiore, coi bambini.

Per questo vorrei stare in un loop infinito, dato che ho paura di non riuscire più a far a meno di tutto questo: insomma o continuo a far bambini fino ad avere i primi nipoti o mi faccio ricoverare in un centro di disintossicazione

Un giorno perfetto

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Vai in montagna e arrampichi da anni, e ogni anno diventa più difficile.
Ogni anno la fatica aumenta, ed è sempre più complicato incastrare una passione così grande negli spazi ristretti che la vita quotidiana concede. Devi sempre di più sforzarti per ricavare un po’ di tempo per allenarti, tu diventi più vecchio e la forma è sempre più difficile da raggiungere.
Ogni stagione è sempre arduo trovare i compagni, coordinare gli impegni di tutti, condividere gli obiettivi, aspettare il tempo buono e tenersi pronti per quando il momento arriverà.
E le preoccupazioni che qualcosa vada storto aumentano sempre, l’ansia prima di partire è sempre maggiore, le notti insonni prima di attaccare sempre più pesanti.
E tante volte ti chiedi se poi ne vale la pena, se vale la pena angosciarsi, preoccuparsi, faticare, impegnare tempo e pensieri in questa che dovrebbe essere un’attività ricreativa: mica è un lavoro, in fondo potresti sempre decidere di smettere, e poi….
E poi capitano giorni come questo.

Bambini, nostalgia infinita

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Questa è una riflessione che ho scritto qualche anno fa, ma che col tempo è diventata sempre più concreta.

In questi ultimi mesi sto vivendo la seconda esperienza come padre e sto focalizzando di più una sensazione che con la prima figlia intuivo solamente.
Mi sembra infatti che coi bambini si viva un’esperienza strana, dato che si gode di una felicità immensa nel guardarli e nell’ascoltarli, perchè tutto ciò che fanno ci sembra meraviglioso e ci scalda dentro, eppure contemporaneamente si vive un senso di angoscia per il fatto che intuiamo che ciò che vediamo ci sfugge via con grande velocità perchè loro sono in perenne evoluzione e ciò che fanno o dicono oggi fra un mese è diverso. E’ una sensazione comune a molti istanti della vita, ma in questo caso è enormemente amplificata, perchè tutto ciò che fanno i bambini, lo fanno per poco tempo.
Vorremmo poter fermare il momento, ma siamo anche impazienti di vedere il successivo: convivono insieme una infinita nostalgia e la speranza del futuro.
Per questo motivo, soprattutto con la seconda figlia, la guardo e mi sembra così bella che vorrei che non crescesse mai, ma non vedo l’ora che cresca e possa vivere i suoi momenti futuri.