Ossessionati

ossessionati

Mi sono sempre chiesto se sia possibile lasciare la scalata, volontariamente intendo: conosco amici che hanno smesso di giocare a tennis, a calcio, di andare in moto, di fare sport, di fumare ma nessuno che conosco è mai riuscito a smettere di scalare. Per me, che sono una pippa, è come un continuo tarlo nella testa, un lavorio mentale ininterrotto: credo che da quando ho cominciato a scalare non sia passato neanche un giorno senza che ci pensassi. A volte con mia moglie o con gli amici che non scalano fingo per non far capire quanto sono incastrato: magari loro sanno che mi piace l’arrampicata e la montagna, ma temo sempre che non potrebbero capire quanto possa prendermi e impegnarmi. Allora mi viene sempre in mente il bellissimo inizio del libro “Febbre a 90” di Hornby, che anche se non parla di scalata, coglie davvero bene questo aspetto

E’ sempre là dentro, in cerca di una via d’uscita. Mi sveglio verso le dieci, faccio due tazza di tè, le porto in camera, ne metto una sul suo comodino e una sul mio. Sorseggiamo pensierosamente; a così breve distanza dal risveglio lunghe pause, affollate di sogni, intercorrono tra un commento casuale e l’altro….. …E in tre piccole tappe, dopo quindici minuti che sono sveglio parto. Vedo Limpar correre verso Gillespie, inclinarsi a destra, cadere: RIGORE! DIXON SEGNA 2-0!…..Il colpo di tacco di Merson che supera Grobelaar ad Anfield…la girata al volo e il gran tiro di Davis contro il Villa… Qualche volta, quando mi lascio totalmente sopraffare da queste fantasticherie…tutta la mia vita calcistica mi balena davanti agli occhi. “A cosa stai pensando?” chiede lei. A questo punto mento. Non stavo affatto pensando a Martin Amis o a Gerard Depardieu o al Partito Laburista. D’altronde gli ossessionati non hanno scelta: in occasioni come queste devono mentire. Se dicessimo sempre la verità, non riusciremmo a mantenere rapporti con chi vive nel mondo reale. Verremmo lasciati a marcire con i nostri depliant dei programmi originali dell’Arsenal…. Nonostante i particolari quì riportati riguardino solo me, spero stuzzicheranno quanti si siano mai scoperti andare alla deriva, nel bel mezzo di una giornata di lavoro o di un film o di una conversazione, verso un sinistro al volo al sette di destra, sferrato dieci o quindici o venticinque anni fa.

E mi chiedo sempre se anche ad altri, come me, è mai capitato di mentire mentre stavano magari pensando al traverso sprotetto di Polimagò in Val di Mello, a Lynn Hill sul Great Roof del Nose, o a quel passo di blocco ancora da liberare che li separa dal loro primo 7b?