Il sole di Ottobre

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Oggi era una classica splendida giornata di Ottobre con la luce nitida, ma un po’ obliqua che c’è solo in questo periodo. Era un richiamo bellissimo a cui non potevo resistere e ho allungato la pausa pranzo di 2 ore, inventando una scusa per il ritardo e inserendo poi due ore di permesso.
Tre ore e mezzo che ho passato all’aperto, a camminare nei boschi vicino a dove lavoro, inebriandomi di quell’aria limpida come una sorgente.
Tornato in ufficio ho lavorato fino alle 19,00 come non mi succedeva da settimane, concentrato e lucido e ho terminato i compiti più impegnativi di questo periodo.
Ho sempre fatto fatica a conciliare i tempi del lavoro, della famiglia e delle incombenze quotidiane con il tempo necessario a vivere la passione per la scalata e per l’aria aperta e a volte mi chiedo se ne valga la pena. Ma poi questi momenti mi fanno continuare a strappare queste fette di vita con determinazione e con sotterfugi…..
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Contrasti

Contrasti

C’è il ritmo regolare del cammino, c’è il respiro profondo che riempie i polmoni, c’è il battito del cuore nelle tempie e c’è il sudore che ti bagna il petto. Ci sono i panorami amplissimi quando ti fermi, ci sono le linee immaginarie delle vie sulle pareti e c’è l’esaltazione quando termina la camminata.

C’è il desiderio quando guardi la parete, c’è l’attesa impaziente all’attacco della via, ci sono i timori sospesi che scompaiono e c’è la fiducia che cresce. C’è il rumore degli attrezzi all’imbrago, ci sono i comandi secchi e chiari e c’è la sensazione mista di sollievo e soddisfazione quando arrivi in sosta.

Ci sono le prospettive vertiginose dei punti esposti, ci sono i profili verticali delle pareti ai lati, c’è l’azzurro intenso del cielo che si staglia sul grigio della roccia e c’è l’odore fresco della neve. C’è la luce che illumina con angoli acuti pareti e prati, c’è l’aria fredda e ferma dove sei in ombra e c’è il sole che quando arriva scalda.

Questo è quello che amo della montagna.

Non amo le partenze di notte, gli zaini che pesano sulle spalle. Non amo l’ansia che il tempo cambi, i sassi che cadono, i fulmini vicini, l’acqua che ti entra nel collo e esce dalle caviglie. Non amo la sete infinita, quando fa caldo e sembra che dalla via non uscirai mai.

Non amo le placche compatte e sprotette, la roccia friabile, gli appigli che ti restano in mano. Non amo la paura di volare, il dubbio di andare fuori via, non amo la corda che non viene nelle doppie, le discese interminabili peggio delle salite.
Non amo la vetta, la fine della via, la pausa in attesa di altre incognite.

Per cui coi primi pensieri mi entusiasmo, ma i secondi sempre mi opprimono di ansia e continuo ad oscillare come un pendolo fra queste emozioni contrastanti.

(libero adattamento da un post di Buzz)