Assonanze

mai-più

Ho letto questo bel post su un blog che seguo e che ho trovato molto affine a quello che avevo scritto qualche anno fa e che ho riportato qui.
Trovo questa conclusione davvero reale e mi ci ritrovo molto.

Cresci in fretta, bimba mia, ma non troppo in fretta. Dammi il tempo di godere del tempo, di fermarlo. Di sentirne il sapore agrodolce, e di capire che essere madre, in fondo, è una collezione senza fine di prime volte. Che spesso sono contemporaneamente le ultime, ancora più spesso sono uniche, in ogni caso indimenticabili.

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Bambini entusiasmo infinito

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Ritorno sull’argomento bambini, perchè c’è un’altra sensazione, oltre alla nostalgia, che è più simile a una dipendenza da emozioni che si hanno solo con i bimbi piccoli.

Negli anni infatti ho anche capito che mi piace, e non vorrei mai lasciare, il mondo fatto di stupore e meraviglia per le cose più normali e il gusto del divertimento con le cose più semplici che i bambini piccoli si portano dietro e che fa diventare meravigliosa qualsiasi attività che si fa insieme e che senza di loro sarebbe banale.

Vedere un cagnolino, un cavallo, anche una semplice montagna senza nessuna pretesa di grande cima, diventa un evento meraviglioso ed entusiasmante e questo da una bellissima sensazione perchè si riesce sempre a scatenare felicità e sorrisi con le cose più semplici.
E’ un po’ come la bella sensazione che si prova con il proprio cane quando basta che mettergli il guinzaglio per portarlo fuori per vedere la più grande manifestazione di gioia che un essere vivente può mostrare: riuscire a scatenare felicità con così poco mette addosso una grandissima serenità e avviene lo stesso, anzi in misura maggiore, coi bambini.

Per questo vorrei stare in un loop infinito, dato che ho paura di non riuscire più a far a meno di tutto questo: insomma o continuo a far bambini fino ad avere i primi nipoti o mi faccio ricoverare in un centro di disintossicazione

Bambini, nostalgia infinita

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Questa è una riflessione che ho scritto qualche anno fa, ma che col tempo è diventata sempre più concreta.

In questi ultimi mesi sto vivendo la seconda esperienza come padre e sto focalizzando di più una sensazione che con la prima figlia intuivo solamente.
Mi sembra infatti che coi bambini si viva un’esperienza strana, dato che si gode di una felicità immensa nel guardarli e nell’ascoltarli, perchè tutto ciò che fanno ci sembra meraviglioso e ci scalda dentro, eppure contemporaneamente si vive un senso di angoscia per il fatto che intuiamo che ciò che vediamo ci sfugge via con grande velocità perchè loro sono in perenne evoluzione e ciò che fanno o dicono oggi fra un mese è diverso. E’ una sensazione comune a molti istanti della vita, ma in questo caso è enormemente amplificata, perchè tutto ciò che fanno i bambini, lo fanno per poco tempo.
Vorremmo poter fermare il momento, ma siamo anche impazienti di vedere il successivo: convivono insieme una infinita nostalgia e la speranza del futuro.
Per questo motivo, soprattutto con la seconda figlia, la guardo e mi sembra così bella che vorrei che non crescesse mai, ma non vedo l’ora che cresca e possa vivere i suoi momenti futuri.