Dopo….

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Mancano ancora pochi passi e la fretta è passata. Il bagagliaio è aperto e il tuo compagno sta già seduto in auto. Butti dentro lo zaino con l’attrezzatura e ti giri: la via su cui avete arrampicato oggi si riconosce a stento nella luce del tramonto. Si vedono meglio, invece, i graffi sulle tue dita e i bianchi resti della polvere di magnesio sulle mani. Sta rinfrescando, ma non importa. Mentre ti agiti sul sedile di guida, cercando le chiavi, i vostri sguardi si incrociano e vi viene da ridere piano. “Siamo stati fortunati”, e ti viene in mente quando, Venerdì sera, siete partiti: una delle solite partenze, in macchina l’odore di birra e panini, chiacchiere euforiche sui percorsi in programma. Poi l’arrampicata: quale è stata la lunghezza più bella in assoluto? La terza di ieri o la sesta di oggi? Ti togli le strisce di nastro isolante dalle dita.

“Anche questa mattina abbiamo attaccato un po’ tardi, si, quasi a mezzogiorno. Abbiamo arrampicato benissimo in quella lunghezza difficile, tutti e due, e poi la tua caduta evitata per un soffio in un punto relativamente facile. E la via che diventava sempre più lunga, sembrava quasi non dovesse più finire. Durante la discesa l’acquazzone improvviso che ci ha messo addosso freddo e paura. Ma la pioggia è durata solo un quarto d’ora, abbiamo avuto fortuna. Poi il frettoloso incespicare durante la discesa, per paura che facesse buio troppo presto. Ma abbiamo tenuto in pugno la situazione per tutto il tempo: ben fatto, si può davvero essere soddisfatti”.

Sul sedile posteriore ci dovrebbe essere ancora qualcosa da mangiare. Ed eccoci di nuovo qui: con un paio di chili in meno e arricchiti di alcune esperienze. Forse è primavera e la stagione sta per cominciare. Potrebbe essere già ottobre, ed allora per quest’anno si sarebbe giunti al termine: non ci si può fare nulla. Sulla vostra via si sta alzando lentamente la luna e di fronte sta calando il sole infuocato. Ora ti ricordi: la lunghezza più bella è stata la decima di oggi. Metti in moto la macchina, parti, e dopo alcuni metri inserisci la cassetta nell’autoradio.

E conosci benissimo la risposta alla domanda: “Could we have a better day?”

Introduzione su un libro fotografico su Alpinismo Sportivo, una delle cose più belle che abbia mai letto sull’arrampicata e sull’alpinismo che rende benissimo quello spirito che amo perché lontano dalla retorica dell’eroismo e della conquista e più legato alle emozioni interiori e anche degli incastri mentali che solo questa attività sa creare.

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